...una voce...tante emozioni...un viaggio...tante voci...un libro...le voci in viaggio...
Siamo un gruppo di persone che Ama la lettura e ha deciso di mettere in valigia storie, racconti, fiabe, poesie e di partire per un lungo Viaggio, in mezzo alla gente.
Ad ogni tappa del nostro cammino trasmettiamo con la nostra Voce emozioni che partono da Viaggi lontani, a volte persi nel tempo.
Leggendo parole scritte da vite più o meno note, ma che hanno lasciato un segno nella storia del mondo, possiamo leggere la vita di tutti i giorni e cominciare a scrivere quella che verrà.
L’emozione più grande è leggere negli occhi e nel cuore di chi ti ascolta la condivisione di ciò che arriva dalla nostra anima.
Ed è l’inizio di un nuovo Viaggio…


Le Voci Consigliano

mercoledì 27 settembre 2017

Eccoci qui con la nostra Newsletter settimanale


Vi teniamo aggiornati sulle attività del gruppo e su quelle dei nostri Amici.

                                                ASSOCIAZIONE SETTIMO CIELO

Ciao!
Quest'anno abbiamo il piacere di ospitare un bel corso base di Shiatsu tenuto dalla maestra Nadia Cassol che si svolgerà in 8 incontri, a cadenza settimanale, di 3 ore ciascuno, presso la nostra sede. Partenza il 4 ottobre alle 20.30.
Il numero di posti è limitato e pertanto chiediamo a quanti interessati di segnalarci la volontà di partecipare così da offrire un'opportunità che abbia anche la qualità logistica che merita. E' Nadia che raccoglie le iscrizioni e che Vi può dare info più specifiche in merito: trovate i suoi riferimenti sul volantino o sul suo sito www.nadiacassol.com.

Nadia si presenta così, precisa ed appassionata com'è nella sua natura:
"Mi chiamo Nadia Cassol e lavoro per il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona, utilizzando un approccio integrato, sia in ambito preventivo che terapeutico.
Sono una Massofisioterapista (Professione normata dalla L. 403/71, dal DPR 1406/1968, dal DM 7 settembre 1976 e dal DM 14 aprile 1997) e da anni mi occupo di Discipline Olistiche (Legge n. 4 del 14 gennaio 2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”) quali la Reflessologia Plantare, lo Shiatsu, il Craniosacrale e la Pranoterapia. Di tutte ho conseguito una formazione triennale e per ciò che riguarda lo Shiatsu ho completato l'iter formativo per diventare anche insegnante abilitata FISIEO e sono quindi iscritta al RIOS e RIS.
Nello specifico: ho svolto la formazione di base triennale come operatore presso la Scuola Internazionale di Shiatsu sede di Feltre; ho continuato la formazione di assistenza e tirocinio all'insegnamento presso la Scuola Shen Shiatsu sede di Castelfranco; ho frequentato e tutt'ora frequento seminari per l'aggiornamento continuo con insegnanti quali: Saul Goodman, Maurizio Parini, Carlo Toller, Franco Bottalo."

Se da un verso la natura inizia con l'autunno un ciclo di introversione (dando comunque spettacolo nel dipingere i paesaggi), dall'altro i nostri programmi rifioriscono dopo la pausa estiva🌻🌹🌷
Ed allora, se avete piacere, prendete buona nota:
-giovedì 28 settembre: riprendono i trattamenti gratuiti di biopranoterapia del giovedì sera; vi invito a mettervi in lista perchè per la prima sessione siamo già completi e già a un buon punto per la seconda, che inizierà ai primi di novembre.
-venerdì 29 settembre ore 18-19.30: stupenda conferenza/seminario con Lorenzo Battistutta su "PROFONDA_MENTE: dalla mente creativa alla mente limitante"; in collaborazione con ALIGEN. Vedere volantino; ricordo ai nostri soci che avranno uno sconto sul prezzo indicato e di segnalarmi chi vuol partecipare (Le iscrizioni comunque le raccoglie Giorgia);
-martedì 03 ottobre: ore 20.30 presso la nostra sede: serata di presentazione gratuita dello Human Design con Stefania Sirtoli (vedi locandina)
-mercoledì 04 ottobre: parte il corso base di Shiatsu con Nadia Cassol (di cui vi ho già scritto).
Partenza ruspante!
Buona serata.
Roberto

buona serata
Roberto

Per info contattare: 
associazionesettimocielo@gmail.com

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Karmashop vi propone per il giorno Mercoledì 27 Settembre alle ore 20.00
un incontro esperienziale con le campane tibetane
CAMPANE TIBETANE PACE E BENESSERE
condotto da Paolo Brescacin
Le vibrazioni delle campane tibetane viaggiano in profondità, arrivano a toccare le nostre tensioni profonde, quelle che con il tempo, a causa delle mille difficoltà della vita, si sono cronicamente strutturate come delle vere barriere. L'ascolto e l'utilizzo di questi strumenti, attraverso i suoni e le vibrazioni che producono, favorisce prolungati stati di benessere fisico e mentale. 
L'energia vibratoria delle campane dona un effetto armonizzante e purificante regalando uno stato meditativo di pace interiore.
 
La parte finale della serata sarà dedicata al rilassamento

L'incontro è adatto sia ai conoscitori di campane tibetane che ai neofiti, il costo è di € 20 ed è necessaria la prenotazione rispondendo a questa mail o telefonando allo 0438/943000
(Portare con sé un tappetino ed una coperta)
 

Karmashop Artigianato etnico da Nepal e Tibet
sito: www.karmashop.it
e-mail: info@karmashop.it
Galleria al Cavallino, 8 - 31029 Vittorio Veneto (TV)
Tel. 0438943000
Ci trovi anche su facebook
https://www.facebook.com/karmashop.italy




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Carissimi,

spero abbiate passato una buona estate.
Vi anticipo gli appuntamenti d’autunno a Casa Dal Vera, riceverete poi il volantino per ogni evento con tutte le informazioni.

domenica 22 ottobre seminario di Costellazioni Familiari e Sistemiche tenuto dalla sottoscritta, in collaborazione con l’ associazione Sanghita.

sabato 18 e domenica 19 novembre ritorna Caty Mari con uno strepitoso seminario che, come il solito, vi cambierà  un po' in meglio la vita,  giovedì 16 e venerdì 17 terrà sedute individuali. 

Segnateveli in agenda !!

Vi auguro ogni bene
Mariavittoria Dal Vera

mariavittoriadalvera@gmail.com

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VENERDI' 22 SETTEMBRE
ore 20.30
COMUNICARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
presso Centro Culturale Parco Fenderl - Vittorio Veneto (accesso da via San Gottardo)
Conversazione multimediale
con Gianluca Piccin (Geologo Dolomiti Project)
Sandro Carniel (Ricercatore CNR-ISMAR)
Elisa Cozzarini
Legambiente del Vittoriese - Dolomiti Project
Il clima che cambia spiegato da tre "testimoni", due studiosi - un geologo ed un oceanografo - ed una giornalista. Ognuno racconterà il cambiamento climatico partendo dalle proprie esperienze e ricerche con l'obiettivo di far conoscere non solo gli effetti delle attività umane sul clima ma anche di capire che cosa è possibile fare già da subito, nel quotidiano, per contribuire a rallentare cambiamenti che sembrano irreversibili.
INGRESSO LIBERO

LEGAMBIENTE  del  VITTORIESE 


i prossimi appuntamenti con Legambiente del Vittoriese:
1 ottobre PULIAMO IL MONDO 2017 appello a tutti i vittoriesi per ripulire alcuni punti di Vittorio Veneto
15 ottobre "Per-le Prealpi" alla scoperta delle nostre colline. In questa quinta edizione noi del circolo Legambiente del Vittoriese percorreremo i sentieri del Monte Altare che quest'estate Scout e i ragazzi del campo internazionale di Legambiente hanno sistemato.


martedì 26 settembre 2017

Che...animale sei? Al Piccolo Rifugio si gioca con gli animali


Che...animale sei?
L'amicizia col Piccolo Rifugio si rinnova ogni anno. E anche questa volta è stata proprio una bella esperienza che ha arricchito il nostro gruppo. Grazie ragazzi e ragazze, senza il vostro entusiasmo non avremmo fatto un altro pezzo di strada assieme.






e infine... Giovanna!!!


martedì 19 settembre 2017

VIAGGIARE CON LE PAROLE da un racconto di Mariangela Mianiti apparso sul "Manifesto"

Dall'amico Patrizio un'altra chicca


La prima fu una Bianchi rossa. Era così piccola che in famiglia la chiamavano La Bianchina. Avevo diciotto mesi quando me la regalarono e fu un colpo di fulmine, l'imprinting che mi marchiò per sempre. A ripensarci ora, credo che dietro quel regalo ci fosse l'astuto e insieme inconsapevole calcolo di mia madre che, auspicando per la sua prima figlia un destino più allargato del suo, d'istitnto volle ispirarmi con un oggetto che dava libertà e prospettive di fuga. Scegliendo di regalarmela mi consegnò, me ne rendo conto solo adesso, un testimone e una parte di sé.............
Si era alla fine degli anni Cinquanta e in campagna, nella bassa parmense. Da quelle parti ancora oggi ti mettono dentro un sellino attaccato al manubrio ancora prima di camminare. Da lì a sedersi su una bici in miniatura il passaggio è breve, fa parte dell'educazione primaria e di base, è qualcosa che si dà per scontato. Siccome io ero stata molto precoce nel muovere i primi passi, a mia madre sembrò naturale farmi inforcare  una due ruote prima possibile e appena si uscì dall'inverno. Nata e cresciuta a pochi chilometri dal Po, anche mia madre ha mangiato pane e pedali fin dalla nascita. In bicicletta si muoveva dalla casa colonica in cui era nata al paese vicino per andare a scuola, in bicicletta andava a trovare le amiche, in bicicletta andò a lezione di taglio e cucito a Parma. Che nevicasse, piovesse o ci fosse il sole cocente, lei e il gruppetto di aspiranti sarte percorrevano ogni giorno diciotto chilometri all'andata e diciotto al ritorno su strada non asfaltate, tortuose e piene di buche, felici di pedalare e chiaccherare di tutto, degli abiti che avrebbero cucito, dei corteggiatori, dei film che avevano visto o avrebbero voluto vedere, della città così diversa dalla campagna dove vivevano, dei loro sogni e della vita che si apriva davanti, come la strada. Tante volte ha immaginato quel gruppo di ragazze che pedalano insieme, con le gonne gonfiate dal vento e le reticelle sopra la ruota di dietro che impediva al tessuto di entrare nei raggi e di rompersi. E' un'immagine che di tanto in tanto mi spunta davanti da sola e che mi ha sempre fatto pensare alla bellezza delle possibilità.
Il testo è tratto da un racconto di Mariangela Mianiti apparso sul "Manifesto" di giovedì 3 agosto 2017.

mercoledì 13 settembre 2017

Eccoci qui con la nostra Newsletter settimanale

Eccoci qui con la nostra Newsletter settimanale .
Vi teniamo aggiornati sulle attività del gruppo e su quelle dei nostri Amici.



La nostra amicizia col Piccolo Rifugio si rinnoverà
SABATO 23 E DOMENICA 24 SETTEMBRE DALLE 16 ALLE 18
DALL'ESPERIENZA PET TERAPY
AL RACCONTARCI SU...

...CHE ANIMALE SEI?

LABORATORIO INTERATTIVO
CON GLI OSPITI DEL
PICCOLO RIFUGIO DI
VITTORIO VENETO (TV) 

UNA NUOVA AVVENTURA TARGATA
VOCI IN VIAGGIO

GRAZIE AL BANDO DEL CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO DI TREVISO
in collaborazione con l'associazione di volontariato Lucia Schiavinato di Vittorio Veneto tv
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Siamo felici di presentarvi le nuove iniziative della

Libreria di Via Manin 

a cura di Annarosa Tonin e Francesco Torre 


2^ Rassegna “INCONTRARSI IN VIA MANIN” 
23 settembre - 2 dicembre 2017
SABATO 23 SETTEMBRE ore 18 -
LA POESIA DI JAMES HARPUR .
Incontro con FRANCESCA DIANO Francesca Diano, scrittrice e traduttrice, ha curato la traduzione delle antologie del poeta irlandese James Harpur (1956) "San Simeone Stilita" (Proget Edizioni) e "Il vento e la creta" (di prossima pubblicazione). James Harpur ha ricevuto nel 1995 The British National Poetry Prize. Si tratta di un evento di grande rilevanza culturale, che consentirà al pubblico di avvicinarsi sia alla parola poetica di Harpur che al lavoro di chi traduce.

VENERDI’ 29 SETTEMBRE ore 18 - ORAZIO LABBATE presenta “Stelle Ossee” Orazio Labbate (1985), siciliano, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi, collabora con “Huffington Post”, “Il Mucchio Selvaggio” e “Il Tascabile”. Suoi lavori sono apparsi in numerose riviste italiane e statunitensi. Ha pubblicato “Lo Scuru” (2014) con Tunué. Presenta la raccolta di racconti “Stelle Ossee”(2017), pubblicata per LiberAria Editrice. Diciassette racconti onirici, visionari, oscuri, trascinanti, finalisti del Premio "Racalmare Leonardo Sciascia" 2017.

SABATO 7 OTTOBRE ore 18 - GIOVANNI MONTANARO presenta “Guardami negli occhi” Giovanni Montanaro (1983), avvocato veneziano, già finalista al Premio Campiello 2012 con “Tutti i colori del mondo” (Feltrinelli), presenta il nuovo romanzo “Guardami negli occhi” (Feltrinelli, 2017), storia di un anello d’oro con lapislazzuli, di un dipinto, di un amore: quello fra Margherita, detta Ghita, la figlia del fornaio, e il pittore Raffaello Sanzio.

SABATO 21 OTTOBRE ore 18 - ANNAROSA TONIN presenta “Il segreto di Alvise” Annarosa Tonin, scrittrice, collabora con la rivista trimestrale cartacea “Digressioni” e cura la rassegna “Incontrarsi in via Manin”. Presenta il romanzo “Il segreto di Alvise” (Alba Edizioni). La prefazione al volume è curata da don Pierluigi Di Piazza (1947), responsabile del Centro di accoglienza e promozione culturale “Ernesto Balducci”, attivo e riconosciuto anche a livello internazionale.

DOMENICA 29 OTTOBRE - ore 11.30 - “DIGRESSIONI n. 4” - RIVOLUZIONI - Alcuni collaboratori della rivista cartacea trimestrale di cultura “Digressioni” presentano il quarto numero sul tema "Rivoluzioni". Un’occasione per tracciare un bilancio del primo anno di vita del progetto, a cui partecipa un buon numero di trevigiani, con uno sguardo alle prospettive future e alle nuove prestigiose collaborazioni. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della rivista: 

www.digressioni.com e la pagina Facebook


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Ciao a tutti,
eccoci qui con le nostre proposte teatrali.

La novità di quest'anno è che abbiamo anche una nuova sede a Cornuda.
VENITE, SENZA IMPEGNO, ALLE NOSTRE LEZIONI APERTE
Vi promettiamo una serata all'insegna del divertimento!

CORSO DI TEATRO PER ADULTI 
a CORNUDA (Palestra della scuola primaria, via dei Colli) 

LEZIONE DI PRESENTAZIONE GRATUITA 
MERCOLEDI' 4 OTTBRE - 20:30 - 22:30
 Hai voglia di divertirti e staccare un po' la spina? Vieni a giocare con noi! Proponiamo un percorso che usa il gioco come chiave per imparare a fidarsi dei nostri compagli e del nostro corpo ed allargare le nostre vedute. I corpi raccontano e, come per magia, prendono forme diverse che li portano ad avere una loro personale visione del mondo.

TEATRO RAGAZZI  
LEZIONI DI PRESENTAZIONE GRATUITE: 
CORNUDA (Palestra della scuola primaria, via dei Colli)
 - BAMBINI DI 3°,4°,5° ELEM. - MARTEDI’ 3 OTTBRE - 17:30 - 18:30
- RAGAZZI SCUOLA MEDIA - GIOVEDI’ 5 OTTBRE - 17:30 - 18:30
VALDOBBIADENE (Centro Bembo, Via Piva 10)
 - BAMBINI DI 3°,4°,5° ELEM. - MERCOLEDI’ 4 OTTBRE - 17:30 - 18:30
- RAGAZZI SCUOLA MEDIA  MERCOLEDI’ 4 OTTBRE - 17:30 - 18:30

Il teatro è un luogo magico, dove si può creare qualsiasi cosa! Utilizzeremo energia ed immaginazione, metteremo in gioco la sensibilità di ognuno e stimoleremo a sviluppare creatività, ascolto, rispetto di sè e del gruppo.

domenica 20 agosto 2017

Festa delle Associazioni a Conegliano

E domenica 3 settembre saremo presenti con il nostro stand, per presentare le nostre prossime iniziative alla Festa delle Associazioni e del Volontariato a Conegliano. Veniteci a trovare. con Sonia Vigna Antonella Rui Rosanna Carino Giovanna Spagnol Elena Tomasella Andrea Cunego Rossella Giulia Vittoria Roberta e 🐺Matley


Regina Cimmino "QUELLA TERRA È LA MIA TERRA".


Dopo una lunga pausa estiva, riprendiamo con i nostri consigli per una lettura che dia senso al nostro tempo passato sulle pagine dei libri. Ringraziamo come sempre Annarosa Tonin che ci manda le sue perle e...in questo caso, ringrazio tanto anche l'autrice di questo libro, che parla della terra della mia famiglia da parte di madre, mia nonna è nata a Pola e mia bisnonna nell'isola di Veglia. Terre che ho visto per la prima volta qualche anno fa, e che mi hanno provocato un'emozione incredibile quando un anziano del luogo ha cominciato a parlarmi, ed io ho risentito dopo tanto lo stesso accento di mia nonna. Storia che conosco poco ma sulla quale mi sto documentando. Grazie Regina per questo libro che acquisterò sicuramente.




recensito da Annarosa  Tonin



"Mi riesce difficile, non trovo un filo conduttore nella memoria". Sta tutta qui la chiave di lettura di un piccolo libro, che, nella realtà, è un gioiello prezioso.

"Ricordare le proprie radici" è il punto di partenza e di arrivo dell'autrice, Regina Cimmino, che conduce il lettore in un percorso accidentato, dove la logica del pensiero-ricordo è assente, dove la vicenda tragica individuale e collettiva è ripercorsa attraverso l'evocazione di luoghi, odori e sapori. Dai giorni dell'armistizio ai primi bombardamenti su Pola, al primo esodo verso Asiago nel 1944 al ritorno in Istria nel settembre del 1945, dall'illusione di poter rimanere nella propria terra, all'esodo vero e proprio, fino all'arrivo a San Nicolò del Lido di Venezia. Dal ricordo del "giorno di bucato" con la sua "biancheria odorosa", all'odore "di malta e cemento, anche di un edificio nuovo, che per me vuol dire distruzione", dall'odio per "la zucca e il suo sapore dolciastro" ai cereali secchi, "che ho sempre pensato fossero piselli, ma forse erano ceci o qualcos'altro", ai sapori che accompagnano il ricordo durante l'addio: i crauti con le "luganighe de Viena", le "fritole", le "pinze dorate", gli gnocchi di marmellata o di prugne, "el zuf", una polentina cotta nel latte, "destinata agli anziani e ai bambini". E gli odori del mare, "per cui non esiste un altro mare". In queste riflessioni si scorge quella poetica malinconica che appartiene a un grande narratore come Claudio Magris.

La narrazione di Regina Cimmino è fatta di frasi brevi, a rievocare i momenti più drammatici, e di periodi con l'aria nei polmoni, a ricordare la vita prima della tragedia e quella nascente durante gli anni veneziani.

Questo piccolo grande libro rievoca fatti sconosciuti ai più, come la strage di Vergarolla, "che spinse anche i più indecisi ad andarsene".

Regina Cimmino ricostruisce con amarezza, e dando nome e cognome, il tempo dell'odio e dell'indifferenza, lasciando una traccia importante, vissuta e da non dimenticare, a chi ora è giovane e deve conoscere.

La copertina che ritrae il piroscafo Toscana, mentre imbarca profughi a Pola, rinvia alla motonave Pola sulla quale Regina e la sua famiglia compiono due viaggi: il primo nel 1944 alla volta di Asiago, senza il padre, che lavora alla Capitaneria di Porto di Pola; il secondo nel 1947.

L'arrivo al Forte Ridotto a San Nicolò del Lido di Venezia è un nuovo inizio dal nulla. Sette anni in cui lentamente si ricostruisce una comunità senza radici proprie. Ma c'è uno spiraglio: la vita all'aperto, il coltivare nuove amicizie, la vita sociale fatta di cinema, libri, politica, il condividere la tragedia vissuta, che porta Regina a "scoprire un mondo che non conoscevo, la natura che mi circondava".

Con una prosa senza fronzoli, che sbatte sugli scogli come il fluire tormentato di un'anima sradicata, l'autrice rievoca il risveglio della natura della laguna in primavera come metafora della sua personale rinascita. Fino al trasferimento a Marghera, al Villaggio Giuliano, nel 1953.

Il libro è dedicato a Esther, la madre di Regina, che viene ricordata come eroina di un romanzo epico, se non fosse che il viaggio rocambolesco di andata e ritorno da Asiago a Pola, per sapere se il marito era ancora vivo, è stata vita vera. Un esempio di coraggio e abnegazione.

Dopo anni Regina Cimmino è tornata a Pola, protagonista di una contentezza paradossale: "Potevo ritrovare tutto, quasi tutto, in quelle strade, in quelle pietre fino alla pineta, fino al mare, il mio mare". La sua vera casa, che continua a ritrovare, "ogni volta che torno".





Regina Cimmino, QUELLA TERRA È LA MIA TERRA. Istria memoria di un esodo, Il Prato Editrice, 2017, pp.78, 12. Introduzione di Simone Cristicchi

sabato 12 agosto 2017

Sabato al parco

Ah che sarà che sarà... che ci fa stare così bene ogni volta che stiamo insieme.... c'è qualcosa di speciale tra le voci in viaggio!! Mi meraviglia sempre come si sanno amalgamare le nostre diversità, mi meraviglia sempre come, quando siamo insieme, il cibo è buonissimo, il vino è buonissimo, l'atmosfera è gioiosa.Tante vite che si incontrano, e si intrecciano, e chiacchieriamo, e facciamo discorsi seri ( ah i massimi sistemi!!), e ci prendiamo in giro, e parliamo d'amore (e della festa della patata), e la Sonia mi dice che sono una rompi balle, e chiediamo alla Roby cosa leggere, e diciamo alla capa che a volte....(ma lei lo sa già!), e ci facciamo contagiare dall'energia della Giulia e dall'eleganza della Vittoria e dalla gioventù di Elena, ...e Rosanna dov'è??(che belle le nuvole!). Passeggiando tra gli alberi di Villa Varda ci siamo proprio godute il sole, l'ombra, l'acqua, il venticello leggero, e torno a casa più ricca e più felice perché, proprio quando non chiedi niente, la vita ti regala tanto!!!!

lunedì 31 luglio 2017

Anche se fa caldo.


Martedì 1 agosto 2017
alle 21,00
presso la Biblioteca di Codognè
ci rinfreschiamo ascoltando le storie
delle Voci in Viaggio
Ci aiuterà un gelato, un cuscino, un tappeto.
Il resto vien da sé...
Ti aspettiamo.

mercoledì 19 luglio 2017

Ti telefono per dirti....


 "Pronto? Sì. Ecco, stavamo giusto provando per l'evento del 25 luglio "Vecchie storie, ma non troppo".
Dove?  A Codognè, nel parco della Mutera.
Perché? E' un evento inserito nella rassegna culturale "Codogné sotto le stelle"
A che ora? Beh, alle 21,00.
L'ingresso è libero? Certo, sia per grandi che piccini.
Allora ti aspetto.
Ciao!"
Click!

martedì 4 luglio 2017

Viaggiare con le Parole @@@"Lord Jim" di Joseph Conrad ediz. Bompiani@@@

Grazie al nostro amico Patrizio che ci manda sempre queste pillole di libro.

Era alto quasi sei piedi, forse un pollice o due in meno, solidamente costrutto, e vi veniva incontro con le spalle un po' incurvate, la testa in avanti, e uno sguardo dall'alto in basso che vi faceva pensare a un toro pronto a caricare. la sua voce era profonda e sonora e i suoi modi rivelavano una tenace sicurezza in se stesso che pure nulla aveva di aggressivo. Sembrava una necessità quel suo atteggiamento, che appariva diretto tanto agli altri quanto a se medesimo. Meticolosamente curato nella persona, vestiva di bianco dalla testa ai piedi ed era assai popolare nei vari porti dell'Estremo Oriente, dove si guadagnava da vivere come agente di forniture marittime.
Un agente marittimo non ha bisogno di sottostare ad alcun esame, ma deve possedere in astratto una certa capacità, e saperla dimostrare praticamente. Il suo lavoro consiste nel precedere, a vela, a vapore o a forza di remi, gli altri agenti marittimi a bordo di ogni nave in procinto di gettar l'ancora, per salutare con effusione il capitano, e costringerlo ad accettare un biglietto da visita recante l'intestazione del fornitore navale da cui dipende; e, non appena il comandante scende per la sua prima visita a terra, deve pilotarlo con fermezza, ma senza ostentazione, sino a un magazzino vasto come una caverna, pieno zeppo di tutte quelle cose che si mangiano e si bevono a bordo; dove si può trovare e ottenere tutto ciò che può rendere bella ed atta alla navigazione la nave: da una serie di anelli per la catena dell'ancora sino alle lamine di foglia d'oro per decorare gli intagli di poppa; e dove il capitano è ricevuto come un fratello da un fornitore marittimo che non ha mai visto prima. Vi si trovano sempre un salotto fresco, poltrone, bottiglie, sigari, l'occorrente per scrivere, una copia dei regolamenti del porto, e il calore di un benvenuto che scioglie il sale da cui è impregnato il cuore di un marinaio dopo tre mesi di ininterrotta navigazione. Quella prima conoscenza deve essere coltivata, sino a quando la nave rimane in porto, dalle visite giornaliere dell'agente marittimo. Nei confronti del capitano egli deve essere fedele come un amico e pieno di attenzioni come un figlio, avere la pazienza di Giobbe, la disinteressata devozione di una donna, e l'allegria di un buontempone. Alla fine, si manda il conto. E' un mestiere bello e umano. Ecco perché i buoni agenti marittimi sono così scarsi. Quando un agente che possieda la capacità in astratto ha anche il vantaggio di essersi formato in mare, egli merita da parte del suo principale un bel po' di soldi e molta indulgenza. Jim aveva sempre stipendi ottimi e, in quanto a soddisfazioni, ne riceveva tante che sarebbero bastate a conquistare la fedeltà del diavolo in persona. Tuttavia, dando prova della più nera ingratitudine, gli accadeva di licenziarsi senza apparente motivo e di far fagotto. Ai suoi datori di lavoro forniva immancabilmente spiegazioni che, in realtà, non spiegavano nulla. Essi dicevano: "Maledetto pazzo!", non appena aveva voltato le spalle. E questo era il loro modo di commentare la sua squisita sensibilità.
Per i bianchi che trafficavano sulla costa e per i capitani di mare egli era semplicemente Jim, null'altro.
Il testo è tratto da "Lord Jim" di Joseph Conrad ediz. Bompiani.

Spedizione notturna nella mia stanza di François-Xavier de Maistre


La nostra amica e collaboratrice Katia Ceccarelli ci manda questa particolare recensione. Non vi vien voglia di leggere il libro?


François-Xavier de Maistre proveniva da una famiglia di intellettuali, il fratello Joseph era stato un antilluminista molto famoso a quel tempo tanto che era stato criticato anche da Leopardi.
François-Xavier invece era un tipo avventuroso, appassionato di mongolfiera e di scienza, era stato avviato alla carriera militare come usava fare con i figli scavezzacollo ed era finito a combattere contro Napoleone al fianco dell'esercito russo. Tanto amò la Russia da trasferirsi lì definitivamente nel 1839 fino al giorno della sua morte che avvenne a San Pietroburgo nel 1852.

Non aveva mai avuto velleità letterarie ma il destino e l'ingegno lo avevano reso autore di uno scritto molto apprezzato per la sua originalità: il Voyage autour de ma chambre "Viaggio intorno alla mia camera".
Il libro era nato per combattere la noia di una condanna agli arresti domiciliari a causa di un duello; nel 1794 era stato consegnato per 42 giorni al suo domicilio in quel di Torino.
Scrisse 42 capitoli, uno per ogni giorno, in cui, sulla falsariga dei grandi esploratori settecenteschi, descrive il panorama della sua camera come fosse un mondo da scoprire.
Il libro gli valse fama internazionale tanto da essere considerato l'epigono di un genere letterario.
Al “Viaggio” seguì la “Spedizione notturna” pubblicata nel 1825 a San Pietroburgo. Se il primo era stato frutto di un'idea bizzarra, quasi scherzosa, il secondo invece nacque da anni di riflessione e stilisticamente ripercorreva la transizione dall'Illuminismo al Romanticismo.

Ecco dunque che tanti anni dopo quell'esperienza, François-Xavier torna una sera nella sua stanza di Torino determinato a trascorre una notte fra quegli oggetti e quegli spazi che in gioventù gli avevano ispirato “Il Viaggio”.

“Il mio viaggio iniziò alle otto precise di sera. Il tempo era buono e prometteva una piacevole notte. Avevo preso le mie precauzioni per non essere importunato da visite – del resto rarissime, data l'altezza dell'alloggio e considerando le circostanze in cui mi trovavo all'epoca – e per rimanere solo fino a mezzanotte.
Per il compimento dell'impresa, quattr'ore mi erano più che sufficienti; anche perché, quella volta, volevo fare solo una semplice escursione intorno alla mia stanza.
Se il primo viaggio era durato quarantadue giorni, è perché non mi era stato possibile abbreviarlo. […] per meglio organizzare l'impresa e conferirle una possibilità di successo, pensai che bisognasse cominciare scrivendo una lettera dedicatoria [...] dopo lunga riflessione, giunsi a capire che sarebbe stato ragionevole scrivere prima e nel miglior modo possibile la lettera, cercando poi la persona a cui rivolgerla. [..] presi le poesie di Ossian e recitai a gran voce, camminando a grandi falcate per eccitare il mio entusiasmo [...] di queste avrei sicuramente approfittato per comporre con successo i versi della mia dedicatoria se, per mia sfortuna, non avessi dimenticato l'inclinazione del soffitto della stanza; che, abbassandosi all'improvviso, impedì alla mia fronte d'avanzare insieme ai piedi nella direzione presa.
Sbattei in modo così violento la testa contro quel maledetto soffitto, che il tetto della casa ne fu squassato. Il contraccolpo mi fece fare tre passi indietro, mentre i passeri che dormivano sulle tegole volarono via spaventati”.

Nonostante i buoni propositi dell'autore, la “Spedizione” inizia con una botta in testa. Personalmente ho letto questo libro con grande gusto e divertimento ma anche riflettendo sull'umanità e sull'ingegno delle persone speciali che in qualsiasi epoca e a qualsiasi latitudine sanno trovare il mondo in una stanza.

mercoledì 28 giugno 2017

Che Pirata Sei?





Con Le Voci in Viaggio solcheremo i mari del sud, e del nord, e anche ad est ed a ovest...
E se dovessimo trovare Johnny Deep andremo all'arrembaggio della sua nave perché siamo noi i pirati più Piratosissimi...
Indossa la tua benda più bella e unisciti a noi. Ti aspettiamo al caffè Arcadia di Corte delle Rose a Conegliano.
Sabato 1 luglio 2017
dalle 17,00


Ingresso Libero



mercoledì 21 giugno 2017

Occasioni perse...occasioni ritrovate occasionalmente.


Sabato 17 giugno arriviamo in via Carducci a Conegliano e alcuni gazebo sui marciapiedi ci fanno intuire che c'è una manifestazione...in più...difatti nessuno sapeva nulla!
Arrivo da Silmara, nel suo locale e mi conferma di non saper nulla di questo evento sportivo.
Tra l'altro il suo condizionatore le regala un assaggio in anticipo dell'ormai quasi abituale anticiclone africano, cioè ha deciso di non funzionare!
Pertanto decidiamo di far slittare l'evento "Racconti Lontani..." a data da destinarsi.
Un'occasione persa per rinfrescare quel pomeriggio con racconti di viaggio più o meno virtuali, ascoltando e sfiorando immagini vicine e lontane.
Un'occasione persa per chi poteva preparare un ottimo biberone per l'atleta stanco, a fine gara oppure per proporre lo "Sconto del podista"...avendolo saputo prima...
In realtà questa è stata anche l'occasione per stare seduti al tavolino esterno del Caffé Arcadia, sorseggiando un'ottima spremuta di melograno e per  parlare anche con i commercianti  di dove siamo, di dove andiamo, del da farsi e del non fare, dire...baciare...lettera, testamento, pugno sotto il mento come cita una vecchia conta.
Questa diventa l'occasione per far entrare in scaletta anche altri lettori e altri racconti.
E così, aspettando i "Racconti Lontani", occasionalmente ci siamo ritrovati.
A presto.

lunedì 5 giugno 2017

QUASI QUASI...


QUASI QUASI...
metti una cena a buffet. Porta qualcosa da casa, di tuo gusto, ma pensando a chi incontrerai. Non bastano tante cose, solo quelle più buone. Per fare festa poi ci penseranno le Voci che incontrerai. Anche loro porteranno qualcosa da casa, la cosa che piace di più, pensando al gusto degli altri e al gusto di fare festa. C'è anche un po' di vino o di birra che solletica le risate. Genuinamente. Ci accompagna un amico che ascolta i nostri discorsi e ci propone di andarlo a trovare,
Poi, le idee, le proposte, i progetti arrivano. E la serata si scioglie e si svolge lasciando a casa la stanchezza o i problemi. E così, un'altra serata organizzativa si volge quasi al termine ...quasi...perché tornando a casa, preparandosi per andare a letto e poi nei sogni...qualcos'altro apparirà.
Buona notte.

lunedì 15 maggio 2017

IL SEGRETO DI BLACK RABBIT HALL recensito da Annarosa Tonin







Cornovaglia, 1968. Amber Alton ha quattordici anni e ama sia la vita a Londra, con la sua amica Matilda a parlare di ragazzi, sia le vacanze a Black Rabbit Hall, sconfinata dimora che si erge, isolata e pronta ad accogliere come una madre, a ridosso di una natura selvaggia, ribelle e indomabile, e proprio per questo insostituibile agli occhi di quattro fratelli, di cui Amber, col gemello Toby, è la maggiore; gli altri sono ben più piccoli e si chiamano Barney e Kitty. Amber Alton narra al lettore la sua metamorfosi. Nel tentativo di restare se stessa, dopo la morte della madre Nancy, diventa la madre dei suoi fratelli, in attesa di Caroline, la seconda moglie di Hugo Alton. Amber parla al lettore come se le fosse vicino, come se, insieme a lei e i suoi fratelli, varcasse, in scene davvero memorabili, le stanze di Black Rabbit Hole, come se anche chi legge fosse scosso da ciò che accade all'interno, nel bosco e sulle rocce, spinto da ciò che spiegabile non è.

Cornovaglia, trent'anni dopo. La voce di Amber è spezzata da un'altra voce, una narrazione in terza persona che prende avvio nel momento in cui Lorna, giovane donna indipendente e sognatrice, è alla ricerca di un'antica dimora in cui organizzare il suo matrimonio con Jon. Lorna giunge a Pencraw Hall, il vero nome di Black Rabbit Hall, per parlare con la proprietaria, Mrs. Caroline Alton. Lorna è già stata in quel luogo da piccola, insieme alla madre, ma lo ha sempre visto da lontano. Vi ritorna vestita di un abito giallo, lo stesso colore indossato da Amber Alton il giorno in cui ha conosciuto Caroline.

Eve Chase è l'Autrice de "Il segreto di Black Rabbit Hall" e in questa sua opera prima il lettore riconosce una lunga tradizione narrativa inglese che dal romanzo gotico alle sorelle Brontë a George Eliot arriva a Virginia Woolf. Attente descrizioni, profonde pagine ricche di introspezione, dialoghi che quasi si sentono, un ritmo che deve molto a letture classiche, come "Cime tempestose". 

"Il segreto di Black Rabbit Hall" parla dei luoghi dell'infanzia, quelli che segnano la crescita e chiamano ogniqualvolta la vita richiede passaggi gioiosi o dolorosi. Il tema romantico della natura madre e matrigna, che custodisce o cancella il passaggio dell'uomo, rendendolo effimero o eterno, è simboleggiato da un albero a ridosso del fiume, un albero intagliato, inciso di nomi e date, a ricordo di un legame fortissimo tra fratelli. Un albero tra le cui fronde Amber e Lorna, in momenti diversi, comprendono quale deve essere la strada da percorrere. La sorte misteriosa dei quattro fratelli unirà la storia di Amber e Lorna, in un percorso di ricerca e di sfida al Male, necessario per scoprire chi si è veramente. Nella certezza che il sentimento figlio dei legami di sangue ci accompagna per sempre. In questo senso, magnifica appare la citazione iniziale da Fratello e Sorella di George Eliot: Era il mio saggio, e quando mi parlava/di serpi e uccelli, e di chi di Dio è l'eletto/la sua sapienza il confine segnava/tra l'uomo cieco e l'angelo che sa tutto./Se diceva Stai zitta! il fiato trattenevo;/quando diceva Vieni! fiduciosa correvo.

Viaggiare con le Parole " Anatomia di un soldato" di Harry Parker


ancora un contributo dell'amico Patrizio Neri
Ero stato fissato al muro da una squadra di operai, in un nuovo bagno per disabili di un centro di riabilitazione che si stava espandendo. Riflettevo le maniglie, il lavandino, l'asciugatore per le mani e il water lucido. Dal soffitto pendeva un cordino rosso antipanico.
Entravano in molti, spesso con le stampelle o in sedia a rotelle, e io riflettevo la loro immagine mentre chiudevano la porta con gesti impacciati. Si reggevano alle maniglie, tiravano lo sciacquone e usavano il lavandino. Alcuni non dovevano sedersi sul water e si svuotavano dell'urina da un tubo.
Comparve un nuovo uomo. All'inizio lo accompagnava un'infermiera, che lo aiutava a pulirsi, ma nel giro di qualche settimana fu abbastanza forte da farlo da solo.
Adesso era tornato, e si issò dalla sedia a rotelle sulla tazza del water, con i monconi che gli spuntavano davanti. Portava una maglietta e un paio di calzoncini e mentre faceva i suoi bisogni si guardò in mezzo alle gambe. Quando ebbe finito tirò la catena, tornò sulla sedia a rotelle e si diede una spinta fino alla porta. Ma stavolta intravide il proprio riflesso su di me e si fermò. Quello che mostravo era diverso dall'immagine che aveva di sé. Vide gli arti mostruosamente corti e lo spazio che li separava dal pavimento, dove un tempo esisteva una parte di lui. Capì che l'immagine riflessa era quella che vedevano gli altri, e rimase sconvolto. Scosse la testa incredulo. Era un essere innaturale, creato dalla violenza della guerra e salvato dai soldati e dai medici; era sopravvissuto a qualcosa a cui non si poteva sopravvivere, e si vedeva. Provò un senso di disgusto.
Si tolse i calzoni e poi la maglietta e li gettò a terra. Nudo, si specchiò dentro di me e poi abbassò gli occhi su di sé e scosse di nuovo la testa, senza volerlo.
Vide le cicatrici grottesche e le pieghe di carne e gli innesti di pelle arrossata che gli coprivano le ferite. Vide la violenza della bomba. Chi potrebbe amare questa cosa, pensò. Poi chiuse gli occhi e iniziò.
Faceva male, ma meno di tutto il resto, e la sua espressione non cambiò e non ci fu nessun piacere. Quando ebbe finito, i suoi nervi recisi ronzavano e lui chinò la testa e respirò. Aveva il seme scuro di sangue in seguito al trauma e lo guardò sorpreso. Si avvicinò al distributore di salviettine, tirò di nuovo lo sciacquone, si rivestì e se ne andò. Non si specchiò mai più su di me.
Il testo è tratto da " Anatomia di un soldato" di Harry Parker ediz. BIGSUR.
Dopo "Laccio emostatico" un altro capitolo di questo bel romanzo sul dramma eterno della guerra.

martedì 9 maggio 2017

Le Rose e altre storie delle Voci In Viaggio

Sabato 20 maggio alle ore 17,30 vi aspettiamo al Caffè Arcadia di Corte delle Rose a Conegliano per potervi offrire il fiore di maggio per eccellenza. Lo faremo, come al solito, alla nostra maniera, ma siamo sicuri che il suo profumo vi accompagnerà per tutta la serata.


lunedì 8 maggio 2017

Il Raccontino del Lunedì "Norwegian wood: il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna" di Lars Mytting

Ancora un estratto da un libro offerto dal nostro collaboratore Patrizio Neri

...Quando il boscaiolo inesperto si accinge all'opera, occorre una certa dose di autocontrollo: la prudenza è una virtù che serve anche all'impiegato d'ufficio, ma più ancora a chi maneggia una motosega. Anche i boscaioli di una volta avevano terribili incidenti sul lavoro, e chi non usa la massima accortezza con la motosega rischia di mutilarsi. A piena velocità, la catena scorre a 70 km/h, e calcolando entrambi i lati il taglialegna si ritrova in stretta vicinanza con più di mille famelici denti al secondo. Questo libro non ha la pretesa d'insegnare come abbattere alberi in modo sicuro: occorrono testi appositi e insegnamenti pratici. In Norvegia è ormai diffusa l'idea che per maneggiare una motosega si debba seguire un corso specifico, o imparare da un boscaiolo esperto, anche perché i metodi cambiano a seconda dell'ambiente locale e di quale tipo di alberi si vuole abbattere. I corsi di sicurezza esistono un po' dappertutto, e i fabbricanti di motoseghe forniscono ottimi libretti d'istruzione e filmati (disponibili anche su internet) che indicano le procedure corrette.
C'è una regola importante, da seguuire sempre: l'albero va abbattuto con due tagli, il primo dei quali deve penetrare per 1/4 del diametro del tronco, in modo da ottenere una caduta controllata, nella direzione desiderata. Il secondo va praticato dal lato opposto, e deve fermarsi a pochi centimetri dal limite del primo, dimodoché la parte non tagliata funga da cerniera sulla quale l'albero si piegherà con un movimento fluido. Se il tronco non è perfettamente dritto, questo secondo taglio può essere adattato all'inclinazione dell'albero in modo da regolare la direzione di caduta, ma apprendere questa tecnica da un libro è come seguire un corso di tango per corrispondenza.
Durante la sramatura si rischiano incidenti. L'accorgimento più importante è quello di posizionarsi da un lato dell'albero e sramare la parte opposta, con la barra della sega appoggiata al tronco. Ai corsi vengono impartite alcune regole fisse: farsi accompagnare da un esperto, non portare mai con sé un cane o un bambino, cominciare dagli alberi più piccoli e prestare sempre la massima attenzione al vento, perché basta un lieve refolo per far oscillare anche l'albero più grosso. Agli inizi è già abbastanza difficile far cadere nella giusta direzione un albero di medie dimensioni; se poi ci si mette anche il vento, si aggiunge un ulteriore fattore di rischio. Anche se il primo taglio è perfetto e la procedura viene seguita meticolosamente, una folata può spingere l'albero nella direzione sbagliata, e nulla può arrestarne la caduta. Questo lavoro, all'apparenza tanto semplice e rozzo, in realtà, presenta una gran quantità di sottigliezze e trucchetti che solo la dura scuola dell'esperienza può insegnare.

martedì 25 aprile 2017

Ridevolissimevolmente al Caffè Arcadia a Conegliano

video
Un piccolo assaggio della performance di Sabato 15 Aprile.