...una voce...tante emozioni...un viaggio...tante voci...un libro...le voci in viaggio...
Siamo un gruppo di persone che Ama la lettura e ha deciso di mettere in valigia storie, racconti, fiabe, poesie e di partire per un lungo Viaggio, in mezzo alla gente.
Ad ogni tappa del nostro cammino trasmettiamo con la nostra Voce emozioni che partono da Viaggi lontani, a volte persi nel tempo.
Leggendo parole scritte da vite più o meno note, ma che hanno lasciato un segno nella storia del mondo, possiamo leggere la vita di tutti i giorni e cominciare a scrivere quella che verrà.
L’emozione più grande è leggere negli occhi e nel cuore di chi ti ascolta la condivisione di ciò che arriva dalla nostra anima.
Ed è l’inizio di un nuovo Viaggio…
Siamo un gruppo di persone che Ama la lettura e ha deciso di mettere in valigia storie, racconti, fiabe, poesie e di partire per un lungo Viaggio, in mezzo alla gente.
Ad ogni tappa del nostro cammino trasmettiamo con la nostra Voce emozioni che partono da Viaggi lontani, a volte persi nel tempo.
Leggendo parole scritte da vite più o meno note, ma che hanno lasciato un segno nella storia del mondo, possiamo leggere la vita di tutti i giorni e cominciare a scrivere quella che verrà.
L’emozione più grande è leggere negli occhi e nel cuore di chi ti ascolta la condivisione di ciò che arriva dalla nostra anima.
Ed è l’inizio di un nuovo Viaggio…
Le Voci Consigliano
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giovedì 5 giugno 2014
La gratitudine Trilussa
Mentre magnavo un pollo, er Cane e er Gatto
pareva ch'aspettassero la mossa
dell'ossa che cascaveno ner piatto.
E io, da bon padrone,
facevo la porzione,
a ognuno la metà:
un po' per uno, senza
particolarità.
Appena er piatto mio restò pulito
er Gatto se squajò. Dico: - E che fai?
- Eh, - dice - me ne vado, capirai,
ho visto ch'hai finito... -
Er Cane invece me sartava al collo
riconoscente come li cristiani
e me leccava come un francobbollo.
- Oh! Bravo! - dissi - Armeno tu rimani! -
Lui me rispose: - Si, perché domani
magnerai certamente un antro pollo!
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mercoledì 4 giugno 2014
Scusate, sapite l'ammore ched'è? Eduardo De Filippo
"L'ammor' è na cosa
c'addora di rosa,
ca rosa nunn'è.
Nduvina ched'è?"
"E' rosa?
E scusate, sapite pecché?"
"E' rosa o culore
che serve p'ammore.
L'ammore nun c'è
si rosa nunn'è."
"L'addore che c'entra, si rosa nunn'è?"
"Pecché dinto maggio,
se piglia curaggio!
Sentenno l'addore
te nasce l'ammore".
"A maggio sultanto?
E sapite pecché?"
"E' maggio pè n'anno
pè chille c'o ssanno.
Pè chi nun vò bene
stu mese nun vene."
"E senza l'addore,
l'ammore nun c'è?"
"Nun c'è !
Pecché 'ammore
è forte dolore,
ca pare na cosa
c'addora di rosa".
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LA STATISTICA Trilussa
che serve pe' fa' un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe' me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pe' via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' a persona bisognosa.
Me spiego, da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perchè c'è un antro che se ne magna due.
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martedì 13 maggio 2014
"Scrivere un curriculum" di Wislawa Szymborska 1923 - 2012
Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
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mercoledì 30 aprile 2014
cenere e polvere
René Vivien, nata a Londra l'11 giugno del 1877 e morta a Parigi, di congestione polmonare, la notte fra il 18 e il 19 novembre del 1909 a soli 32 anni
Sulla sua tomba nel cimitero parigino di Passy, un'iscrizione reca le parole che lei stessa aveva scelto come epitaffio:
"Ecco, in estasi è la mia anima
Poich'ella quieta, s'addormenta
Avendo, per amore della Morte,
Perdonato questo crimine: la Vita."
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